Come testare un alimentatore con un multimetro?
Oggi vogliamo soffermarci su come testare un alimentatore con un multimetro fornendo una metodologia per la verifica funzionale di alimentatori e trasformatori attraverso l'utilizzo di strumentazione di misura standard. Questa procedura rappresenta una competenza fondamentale per tecnici, installatori e professionisti del settore illuminotecnico.
Basandoci sulla nostra esperienza nell'ambito dei sistemi di alimentazione per illuminazione led, abbiamo realizzato questa guida per rispondere in modo esaustivo alla frequente necessità di diagnosi e collaudo dei componenti elettronici.
Nota sulla sicurezza: le procedure descritte implicano la manipolazione di circuiti sotto tensione. Raccomandiamo l'adozione di tutte le misure di protezione individuale e il rispetto delle normative di sicurezza elettrica. Per interventi su impianti di potenza significativa, consigliamo la consulenza di personale qualificato.
Come testare un alimentatore con un multimetro: preparazione
La prima cosa da fare per testare un alimentatore è, appunto, dotarsi di un multimetro digitale (o tester), possibilmente di buona qualità ed assicurarso che le sonde siano in buono stato. Essendo sempre importante tenere un occhio di riguarso anche alla sicurezza, si consiglia anche di indossare scarpe con suola isolante e lavorare in un ambiente asciutto.
Come testare un trasformatore con il tester
Partiamo dalle basi. Spessi i termini "alimentatore" e "trasformatore" sono usati come sinonimi, ma c'è una differenza sostanziale. Testare un trasformatore semplice, ossia il dispositivo che si limita ad abbassare o alzare solo la tensione, è un punto di partenza per iniziare a capire il funzionamento di questi prodotti.
Come capire se un trasformatore funziona?
Vi sono diverse operazioni da intraprendere per capire se un trasformatore funziona:
1. isolazione e sicurezza: prima di tutto è importante staccare tutto dalla corrente;
2. identificazione degli avvolgimenti: il cavo primario (ingresso 220V) generalmente lo si riconosce in quanto ha fili più sottili e resistenza maggiore, mentre il secondario (uscita, es. 12V) ha fili più spessi;
3. misura della resistenza degli avvolgimenti: una volta identificati i cavi si collega il multimetro in modalità Ohm (Ω) e con le sonde di toccano i due morsetti del primario. A questo punto è possibile leggere un valore in Ohm (non infinito). Se si legge "OL" o infinito, significa che l'avvolgimento è interrotto, pertanto il trasformatore è guasto;
4. controllo di corto interno: misurando la resistenza tra cavo primario e secondario o tra un avvolgimento e il nucleo di ferro il valore deve essere infinito (OL). Se c'è continuità, c'è un cortocircuito interno.
5. effettuare un test a vuoto (con corrente!): prestando molta attenzione all'alta tensione è possibile ricollegare solo il primario alla rete 220V, tenendo il secondario scollegato, impostare il multimetro su V~ (tensione alternata) e misurare l'uscita del secondario. Questa tensione dovrebbe essere vicina al valore nominale (es. 12V AC), se dovesse invece essere zero o molto bassa, il trasformatore è guasto.
| Prova | Modalità tester | Cosa misurare | Risultato atteso | Risultato anomalo |
|---|---|---|---|---|
| Resistenza primario | Ohm (Ω) | Tra i due fili dell'ingresso 220V | Qualche centinaio di Ohm (es. 150Ω) | OL/Infinito (aperto) o 0Ω (corto) |
| Resistenza secondario | Ohm (Ω) | Tra i due fili dell'uscita 12V | Pochi Ohm (es. 1-5Ω) | OL/Infinito (aperto) o 0Ω (corto) |
| Isolamento primario/secondario | Ohm (Ω) alta scala (MΩ) | Tra un filo del primario e uno del secondario | OL (nessuna continuità, isolamento OK) | Qualsiasi valore di resistenza (corto) |
| Tensione in uscita a vuoto | Volt AC (V~) | Tra i due fili dell'uscita 12V (con primario alimentato) | ~12-14V AC | 0V o molto inferiore a 12V |
Come testare un alimentatore con il multimetro
A differenza dei trasformatori, gli alimentatori (soprattutto quelli switching che vengono utilizzati per le strip led) sono più complessi: trasformano la corrente (AC/DC), la stabilizzano e la regolano, richiedono pertanto un procedimento diverso per verificarne il corretto funzionamento.
Riconoscere le polarità
Sull'etichetta dell'alimentatore è possibile trovare tutti i dati ossia tensione di uscita (V DC o V~) e corrente (A o mA), Potenza (W). Oltre a cercare queste informazioni sull'alimentatore è necessario anche controllare la polarità: il simbolo del connettore mostra se il centro è positivo (più comune) o negativo. Utilizzare il multimetro impostato su DC V e collegare la sonda nera al negativo (COM) e la rossa al positivo (VΩmA).
Procedura
Ora vediamo passo per passo la procedura che permette di testare un alimentatore con il multimetro.
1. Test a vuoto (senza carico): collegare l'alimentatore alla rete e misurare la tensione sui morsetti d'uscita: questa dovrebbe risultare molto vicina a quella nominale (es. 12.0V per un 12V DC). Se è zero, l'alimentatore potrebbe essere bruciato o in protezione.
2. Test sotto carico (ideale): per un test reale, collegare un carico (es. una strip led da 10W a un alimentatore da 12V/2A). La tensione misurata dovrebbe rimanere stabile, con una piccola caduta accettabile. Se crolla, l'alimentatore è insufficiente o guasto.
3. Come capire se un alimentatore è bruciato? oltre a zero volt in uscita un alimentatore bruciato presenta anche odore di bruciato, componenti gonfiati (specialmente i condensatori), fusibile interno rotto.
Domande frequenti
Le domande che spesso ci si pone prima di testare un alimentatore con un multimetro sono tante, vediamone insieme qualcuna.
1. Che differenza c'è tra un alimentatore e un trasformatore?
Il trasformatore è un componente passivo che modifica solo il livello di tensione alternata (AC). Un alimentatore (o power supply) è un dispositivo attivo che tipicamente converte la tensione di rete (AC) in una tensione continua (DC) stabilizzata, adatta ad alimentare apparecchiature elettroniche.
2. Qual è il sintomo di un alimentatore difettoso?
- Luci led che tremolano, pulsano o non si accendono affatto.
- Rumore (ronzio) elettrico dall'alimentatore stesso.
- Sovrariscaldamento eccessivo.
- Uscita di tensione assente o instabile (misurabile col multimetro).
3. Cosa succede se uso un alimentatore con meno ampere (A) di quanto richiesto?
L'alimentatore si sovraccaricherà, si surriscalderà e andrà in protezione (spegnendosi) o si brucerà. La regola è: la tensione (V) deve essere quella richiesta, mentre gli Ampere (A) dell'alimentatore devono essere uguali o maggiori rispetto alle necessità del carico. Un alimentatore da 24V 5A (120W) può alimentare tranquillamente un nastro led che consuma 80W, ma non è possibile alimentare un prodotto da 120W con un alimentatore da 80W.
4. Cosa succede se uso un alimentatore con più voltaggio (V)?
Questa pratica è da evitare assolutamente! Fornire una tensione superiore a quella per cui è progettata l'apparecchiatura (es. dare 24V a un nastro led 12V) brucia all'istante i led. La tensione deve combaciare sempre.
5. Come capire se un alimentatore è stabilizzato?
Sull'etichetta sono riportate diciture come "Stabilizzato", "Regolato" o "Constant Voltage". Inoltre, un alimentatore stabilizzato mantiene la tensione di uscita quasi costante anche al variare del carico ed è possibile testarlo misurando la tensione a vuoto e poi collegando un carico: la variazione dovrebbe essere minima (es. 0.1-0.3V).
6. Cosa sono gli alimentatori con batteria tampone?
Sono alimentatori che nascono per alimentare le luci di emergenza led. Sono alimentatori normali che integrano un circuito di carica e una batteria. In caso di blackout, mantengono accese le luci per ore.
7. Perché si brucia un trasformatore o un alimentatore?
Cause comuni: sovraccarico (troppi watt collegati), corto circuito in uscita, surts di rete, ventilazione insufficiente (specialmente per i modelli da incasso), vita utile terminata (soprattutto gli elettrolitici).
8. Come misurare la potenza di un trasformatore?
Per poter determinare la potenza del trasformatore servirebbero un carico variabile e precisi strumenti di misura. É sufficiente verificare quanto riportato sopra il prodotto e se il dato è illeggibile, sostituire il componente per non rischiare un guasto.
Le perdite del trasformatore
Dopo aver passato in rassegna su come testare un alimentatore con un multimetro, vogliamo anche introdurre il concetto di prova di corto circuito (misura le perdite nel rame) e prova a vuoto (misura le perdite nel ferro) di un trasformatore. Questi test non possono essere effettuati autonomamente ma sono prove da laboratorio che permettono di verificarne ulteriormente l'efficienza. Per una semplice installazione non sono necessari, il test con multimetro è più che sufficiente per una diagnosi di funzionalità.
Come testare un alimentatore con un multimetro? Questa domanda ora ha una risposta
Speriamo che questa guida su come testare un alimentatore con un multimetro e sul mondo dei trasformatori possa avervi chiarito i dubbi che avevate sull'argomento, ma se avete dubbi sulla scelta dell'alimentatore giusto per il vostro impianto led, è sempre disponibile il servizio di supporto ed assistenza ed è possibile contattarlo per ogni necessità.